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Senegal

Informazioni generali

Senegal - Informazioni generali
Tipo di governo: Repubblica presidenziale
Reddito procapite: 1900 $ (2011)
Indice di sviluppo umano (HDI): posizione 155 su 187– valore 0,459
Speranza di vita: 59 anni
Spesa pubblica sanitaria: 5.7% del PIL (121° posizione mondiale)
Percentuale di analfabetismo: 60%
Fonti: CIA Fact book, UNDP

Ambiente

Stato dell’Africa occidentale, bagnato ad Ovest dall’Oceano Atlantico e confinante a Nord con la Mauritania e il Mali, a Sud con la Guinea e la Guinea Bissau, al suo interno presenta l’enclave del Gambia, che scinde parzialmente la continuità del paese tra il nord e il Casamance, la parte Sud. Il Senegal si estende su una grande depressione attraversata dal fiume Senegal ed è prevalentemente pianeggiante. Il clima è di tipo tropicale, con un’unica stagione calda ed umida, anche se è da sottolineare come esso cambi tra Nord e Sud, in rapporto soprattutto all’intensità delle precipitazioni: a nord dominano i caratteri saheliani, verso Sud invece si trapassa a quelli guineani. Il paese è bagnato da tre fiumi: il Senegal a nord, che segna il confine con la Mauritania; il Gambia al centro, che scorre nel Gambia a eccezione delle sue sorgenti, situate a est; e il Casamance a sud, a cui questa regione del paese deve il nome e la sua eccezionale fertilità. Il processo di desertificazione in corso nel nord del Senegal sta diventando un problema sempre più pressante ed è stato solo in parte risolto dalla diga di Manantalli, costruita sul Fiume Senegal. Il Senegal è il paese biologicamente più vario del Sahel, la regione semi-desertica situata a sud del Sahara, e ospita oltre 550 specie animali. È inoltre una zona importante per gli uccelli migranti, soprattutto quelli acquatici che ogni inverno vi fanno ritorno in gran numero dall'Europa, sostando nel Parc National aux Oiseaux du Djoudj, una delle più importanti riserve di avifauna del mondo, a nord di Saint-Louis.
Il 94% della popolazione del Senegal è di religione musulmana, mentre il 5% cristiana.


Storia

La storia documentata del Senegal inizia nell'VIII secolo, quando questa regione faceva parte dell'Impero del Ghana. Con la scomparsa di questo impero acquistò importanza il regno di Djolof, destinato a prosperare nei secoli XIII e XIV nella zona compresa tra il fiume Senegal e l'attuale Dakar. All'inizio del XVI secolo i mercanti portoghesi ebbero i primi contatti con i regni costieri, con i quali commerciarono per tutto il secolo seguente prima di cedere il posto a inglesi, francesi e olandesi, che speravano in questo modo di ottenere il controllo di Saint-Louis e dell'isola di Gorée, punti strategici dove poter radunare gli schiavi destinati alle Americhe. Saint-Louis fu infine assoggettata dai Francesi nel 1659. Verso la fine dell'Ottocento la Francia controllava ormai tutto il Senegal, e Dakar si sviluppò come centro amministrativo della colonia. Già nel 1848 il paese aveva inviato un proprio deputato al parlamento francese, ma soltanto nel 1914 venne eletto il primo deputato africano, Blaise Diagne, cui fece seguito una nuova generazione di uomini politici di colore capeggiati da Lamine Guèye e Léopold Sédar Senghor. Nel processo verso l'indipendenza il Senegal si unì al Sudan francese nella Federazione del Mali che, pur avendo raggiunto il suo scopo nel 1960, si sciolse due mesi più tardi. Il Senegal divenne quindi una repubblica sotto la presidenza di Léopold Senghor. Nel 1980 Senghor diede le dimissioni dalla carica di presidente e fu sostituito da Abdou Diouf. Il nuovo presidente venne coinvolto in una prima grave crisi di governo nel 1984, quando fu stimato che circa 700.000 tonnellate di arachidi (quasi tre volte l'ammontare ufficiale delle esportazioni) erano state introdotte illegalmente nei paesi confinanti dagli stessi coltivatori, insoddisfatti delle tariffe calmierate che ricevevano dal governo per la loro produzione. Nel 1989 un piccolo incidente verificatosi al confine tra Senegal e Mauritania provocò gravi disordini in entrambi i paesi, che causarono la morte di molte persone. Le due nazioni deportarono inoltre migliaia di persone originarie del paese nemico (uccidendone centinaia durante il trasferimento forzato), chiusero le reciproche frontiere e ruppero le relazioni diplomatiche fino all'aprile 1992. Nei primi anni Novanta nella regione di Casamance si verificarono violenti scontri fra l'esercito e i ribelli separatisti, scontri che, oltre alle sofferenze causate alla popolazione locale, danneggiarono seriamente l'industria turistica del Senegal, peggiorando ulteriormente la già disperata situazione finanziaria del paese. Nella Casamance e in altre zone del paese si verificarono altri episodi di violenza nei primi mesi del 1993, in seguito alle elezioni in cui Diouf venne eletto presidente per la terza volta. Dopo estenuanti trattative fu infine proclamato un cessate il fuoco nel luglio di quello stesso anno e da allora la Casamance ritornò gradualmente alla pace, tanto che all'inizio del 1994 hanno cominciato a ritornarvi anche i turisti. Nel frattempo, in altre regioni del paese la pace sembrava ben lontana e il governo introdusse alcune misure di austerità che causarono lo sciopero generale di un'intera giornata ai primi di settembre del '93 e sporadiche esplosioni di violenza a Dakar e in altre città, nel corso dei mesi successivi. La svalutazione della moneta nazionale, il CFA, nel gennaio del 1994 causò anch'essa gravi dimostrazioni e a febbraio centinaia di persone marciarono sul palazzo presidenziale di Dakar uccidendo sei poliziotti di guardia. Il governo rispose inviando delle pattuglie speciali nelle strade della capitale e arrestando con l'accusa di cospirazione il popolare leader dell'opposizione, Abdoulaye Wade. Nei mesi seguenti la situazione rimase relativamente tranquilla a Dakar, e Wade fu rilasciato nel maggio 1994. Le elezioni presidenziali del marzo 2000 furono oggetto di un'aspra lotta politica fra Diouf e Wade. Dopo un secondo turno di votazioni carico di tensione, Wade risultò vittorioso. Gli osservatori internazionali dichiararono che si era trattato di elezioni libere e regolari, e fu bello vedere un leader africano 'di lungo corso' come Diouf rinunciare pacificamente al potere per assecondare la volontà del popolo. Il presidente Wade promise un governo aperto e trasparente e in lui si riposero speranze affinché affrontasse i problemi del Senegal con rinnovato vigore. Peraltro, nel corso dell'ultimo biennio si furono verificati numerosi episodi di violenza nella regione di Casamance, con scontri fra truppe governative e una fazione di ribelli separatisti del Mouvement des Forces Démocratiques de Casamance. Il governo mantenne una consistente presenza dell'esercito nella regione. Nel gennaio del 2001 il Senegal votò una nuova Costituzione che legalizzava i partiti dell'opposizione e garantiva a donne e uomini pari diritti sulla proprietà. La notte del 26 settembre 2002 la nave senegalese Joola affondò al largo delle coste del Gambia; a bordo vi erano circa 1200 persone, più del doppio del massimo consentito. La tragedia, che sarà ricordata come il più grave naufragio della storia dell'Africa, ha portato alle dimissioni di due ministri e alla destituzione del capo di stato maggiore della marina. Anni dopo, nel 2007, la presidenza di Wade fu rinnovata.
Nel 2011, un tentativo di modifica della costituzione da parte di Wade, teso a facilitare una sua rielezione e a indicare l’elezione del vicepresidente, diede luogo a forti proteste nella popolazione. Queste proteste, organizzate da realtà eterogenee, portarono al ritiro della proposta di modifica.
Nel 2012 Wade, a 86 anni, tentò di ricandidarsi alla presidenza per un terzo mandato, incostituzionale. Dopo una contestazione arrivata fino al Consiglio Costituzionale, Wade vide confermata la possibilità di candidarsi e la notizia riaccese le proteste, sanguinose e violente. Alle elezioni, al secondo turno (marzo 2012), il Senegal scelse il proprio quarto presidente, Macky Sall.

Economia

Rispetto alla realtà africana, l’economia del Senegal gode di un certo maggior sviluppo. La coltura delle arachidi, sempre presente, si sta progressivamente accompagnando ad altre produzioni alimentari (canna da zucchero, miglio, mais) e non (cotone, fosfati minerali, petrolio), e ai primi impianti di trasformazione della materia prima. L’allevamento del bestiame e il turismo sono altri importanti settori dell’economia senegalese.

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