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Mali


Informazioni generali

Il Mali, Paese dell'Africa nordoccidentale senza sbocchi sul mare, è attraversato a sud dal Niger, terzo fiume africano per lunghezza (ben 4000 chilometri), che disegna una grande ansa intorno alla  quale si concentra la maggior parte della popolazione. Qui si sono sviluppate le città più importanti: la capitale Bamako, Segou, Djenné (la città medioevale meglio conservata, celebre per la sua moschea di sabbia), Mopti (attivo porto alla confluenza del Niger con il fiume Bani), Timbuctù (punto d’arrivo dell’antica via carovaniera che collegava Arabia e Africa Nera), e Gao.
La parte settentrionale del Paese è interamente occupata dal deserto; a sud si entra nella regione del Sahel, inizialmente semi-arida, e sempre più fertile a mano a mano che ci si avvicina alla Costa d’Avorio.

Il clima tropicale alterna un periodo secco ad uno umido, nel quale si concentrano le precipitazioni, particolarmente abbondanti a sud. Le temperature sono in genere molto elevate, con massime intorno ai 45°, specie nel periodo secco.

Il 90% della popolazione maliana è di religione musulmana, il 9% è animista e solo l’1% è cristiana. In origine animisti, i Maliani si convertirono intorno al XIII secolo a seguito delle invasioni dei popoli islamici di Marocco e Mauritania.

Dal punto di vista della sua storia, il paese è noto fin dall’antichità per la posizione strategica sul Niger di Timbuctù che vede crescere la sua fama tra IX e XVI secolo come centro dei commerci e della cultura islamica, grazie anche al fiorire di alcuni grandi imperi nella regione (quello del Ghana, del Mali, e l’impero Songhai). Con le invasioni berbere dal Marocco ha termine questo periodo d’oro, e Timbuctù cade nell’oblio.
Nel 1883 il Mali entra a far parte delle colonie francesi dell’Africa occidentale, col nome di "Sudan francese". - Il periodo coloniale ha lasciato tra l’altro la più grande rete d’irrigazione (l’Office du Niger, a Segou) e il più lungo tratto di ferrovia (1200 chilometri, da Dakar a Bamako) dell’area.- Tuttavia questa colonia (il Sudan francese) rimase sempre più povera rispetto a Senegal e Costa d’Avorio, in quanto interessava soprattutto come fonte di prodotti agricoli a basso costo (cotone e riso), da esportare in Francia.
Il Mali ottenne l'indipendenza nel 1960; il primo presidente, Modibo Keita, fu deposto in seguito a un colpo di stato, guidato da Moussa Traoré, che rimase al potere fino alle rivolte popolari del 1991. Dal 1992 è una Repubblica Presidenziale, e il vincitore delle prime elezioni, Alpha Oumar Konaré, è stato riconfermato anche nel 1997.Alla fine del suo secondo mandato, limite costituzionale per un presidente, fu sostituito nel 2002 da Amadou Toumani Touré che venne rieletto nel 2007. A partire dall'autunno del 2008  ripresero le tensioni nel nord del paese con il gruppo etnico dei  Tuareg che da sempre chiede di costituire uno Stato autonomo. Nell'aprile 2011, in seguito alle dimissioni del governo, Cissé Mariam Kaïdama Sidibé divenne la prima donna della storia a ricoprire l'incarico di primo ministro in Mali.
Dopo settimane di proteste per la cattiva gestione nel fronteggiare una nuova massiccia offensiva tuareg e un mese prima delle elezioni presidenziali un gruppo di militari rovesciò il governo con un colpo di Stato (21 marzo 2012), lasciando de facto un vuoto di potere che portò entro breve all'occupazione delle aree settentrionali (circa il 60 % del territorio del Mali) da parte dei ribelli e altri gruppi di estremisti, e alla dichiarazione unilaterale  (6 aprile 2012) dell'indipendenza dello stato dell'Azawad, con capitale  Gao.
Per fermare l'avanzata degli estremisti, nel gennaio 2013, la Francia interviene militarmente per liberare le zone occupate. La prima metà dell'anno vede un Paese fortemente destabilizzato con migliaia di profughi e le incognite di una riconquista del nord solo parziale, con forti ripercussioni su tutta la regione saharo-saheliana. L'instabilità politica rischia inoltre di vanificare i progressi registrati dal 1980 ad oggi in termini di maggiore aspettativa di vita (+ 11,8 anni), scolarizzazione (+ 6,8 anni) e reddito pro capite (+ 52 %). Per un aggiornamento sull'evolversi della situazione guarda questo interessante video (maggio 2013).
Il paese sembra ora lentamente tornare verso una normalizzazione della democrazia, dopo elezioni presidenziali regolari svoltesi nel luglio 2013, dalle quali esce come vincitore al secondo turno Ibrahim Boubacar Keïta, vecchio uomo politico, più volte primo ministro nel passato, e dopo l'insediamento di un nuovo governo sotto la guida del banchiere Oumar Tatam Ly (settembre 2013).
Dopo le elezioni legislative di  novembre e il secondo turno elettorale svoltosi pacificamente il 15 dicembre 2013, che hanno portato alla vittoria il Rassemblement pour le Mali, guidato da Ibrahim Boubacar Keita, il processo di stabilizzazione del paese sta proseguendo, anche se persiste tuttora una minaccia da parte dei gruppi militanti nella regione settentrionale.

L'eonomia del Mali è prevalentemente primaria: agricoltura, allevamento e pesca occupano il 90% della forza lavoro, mentre solo il 2% della popolazione è impiegato nell’industria, soprattutto manifatturiera e tessile. L’agricoltura ha subito profondi cambiamenti negli ultimi quarant'anni: alle tradizionali colture di sussistenza come miglio, sorgo, niebè (una specie di fagiolo), patate dolci, manioca e radice di igname, è stato affiancato il cotone, oggi di importanza capitale per l’economia, concentrato nella parte meridionale del paese.
Se nel 1960 il Mali era un Paese esportatore di derrate alimentari, nel giro di pochi anni dall’indipendenza, a causa di alcuni periodi di siccità e di una cattiva amministrazione, si vide costretto a importare tutto il cibo di cui aveva bisogno.

I prezzi bassi che il governo pagava agli agricoltori contribuirono sicuramente alla diminuzione della produzione pro-capite e all’abbandono delle campagne; molti si dedicarono alla più redditizia coltivazione del cotone. L’estensione di tale coltura ha però intensificato l’inaridimento dei terreni, dato che il cotone spossa maggiormente il suolo rispetto ai prodotti tradizionali locali, oltre a necessitare di un consistente apporto d’acqua, causa del prosciugamento delle riserve idriche e della riduzione della portata dei corsi d’acqua.
Come primo partner del Mali a livello economico si sta profilando negli ultimi anni la Cina con una massiccia strategia di investimenti concentrati principalmente sulla costruzione di infrastrutture come scuole, reti stradali e ospedali, contribuendo in modo determinante alla recente crescita del Paese, con un incremento record del commercio bilaterale del 48,5% nella prima metà del 2011.



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