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Bamako? Si, noi ci prepariamo

Diario di un viaggio, di Claudia Muccinelli.
Parte 1


Inverno  2014
This time for Africa … no. 4 – questa  volta, il Mali.

Sono già stata 3 volte nella Repubblica Democratica del Congo, due volte a Mwene Ditu, nel Kasai, ed una volta a Kinshasa, con due differenti Onlus – l’anno scorso, la missione in Congo è “saltata”, e … mi accorgo che l’Africa mi manca, mi manca il rapporto con I bambini, mi mancano gli odori ed i rumori dell’Africa, mi manca la terra rossa, mi manca l’idea di “avventura” legata ad ogni viaggio in Africa, mi manca anche l’ “ideale” che motiva ogni volontario in partenza per l’Africa, l’idea di fare qualcosa di costruttivo e di contribuire allo sviluppo ed al benessere di questi paesi.
E’ il Mal d’Africa, sicuramente. Una “vacanza normale” non mi potrà mai dare le stesse cose.  
Decido quindi di tornare in Africa, ma di cambiare destinazione.  Le esperienze vissute nella Repubblica Democratica del Congo sono state grandiose ed emozionanti, il Congo rimane il mio primo amore, ma, come ogni volontario “spot”, devo fare i conti anche con esigenze pratiche e molto terra terra, prima tra tutte il costo del viaggio (la Repubblica Democratica del Congo è un Paese costoso, e andare a Mwene Ditu significa prendere due aerei, più una macchina per il trasporto interno; tutto questo alza molto il prezzo), e poi la mia disponibilità a livello di ferie lavorative.
Sempre per un problema di date e di ferie lavorative, mi è impossibile anche pensare di aggregarmi a Don Alfonso ed ai suoi parrocchiani, in partenza per Kinshasa a settembre.
Conosco però da anni un'altra associazione, UnAltroMondo Onlus, con la quale collaborava un mio carissimo amico, che è mancato anni fa.  Avevo già partecipato ad alcune loro giornate di presentazione dei campi di lavoro, quindi avevo già avuto modo di conoscere, seppur di vista, alcuni volontari, che mi erano molto piaciuti sia a livello personale, sia per l’entusiasmo che traspariva dai loro racconti.  Mi aveva favorevolmente colpito anche l’approccio “leggero” che avevo colto. Ho sempre pensato che allegria e leggerezza siano caratteristiche fondamentali del volontario che si reca in Africa :  senza un pizzico di humour, non sarei riuscita a superare le difficoltà delle mie due prime missioni.  L’Africa significa imprevisto, significa dover magari fare il contrario di quello che si è pianificato, significa doversi adattare alle loro usanze ed ai loro ritmi, non ai nostri … e chi è troppo “rigido” e schematico non ce la fa.  Bisogna saper ridere dei piccoli e grandi imprevisti, prenderli con quella leggerezza che è tipicamente “africana”.
UnAltroMondo opera in un'altra parte dell’Africa, principalmente in Senegal ed in Mali. Tra l’altro, so che c’è la possibilità di andare in Mali anche al di fuori delle date “canoniche” dei campi di lavoro.  Questa è sicuramente la soluzione per me migliore.
Inoltre, andare in Mali con UnAltroMondo significa anche in un certo senso portare avanti un lavoro in cui Ivano credeva … già questo mi “basta” per prendere una decisione.  Questa volta, andrò in Mali.
Avrei voluto andarci già durante le vacanze di Natale, ma il tempo per organizzare la partenza era davvero poco, e sarebbe stato un peccato accorciare la fase dei preparativi, che rappresenta una componente importante sia a livello pratico, che a livello emozionale.
Decido quindi di ritagliarmi una decina di giorni durante il mese di luglio, e di partire per questa nuova avventura, un po’ come “volontaria free lance”.  Ancora una volta, sarò la Bridget Jones africana.

Febbraio 2014
Io ed Hilde stiamo decidendo le date del mio arrivo a Bamako.  

Hilde ed Erasmo sono appena tornati, dopo tre mesi di soggiorno a Bamako. Li invidio, nel senso buono: la loro vita è divisa tra l’Africa e l’Italia, ma comunque anche quando sono in Italia … lavorano per l’Africa, si dedicano al volontariato a tempo pieno.  
Decido di partire all’inizio di luglio :  avrò poco tempo, poco più di una settimana, ma, come diceva mia nonna “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”; e comunque sono sicura questo sarà solo il primo assaggio della realtà del Mali, già immagino che probabilmente tornerò, magari già il prossimo Natale, vediamo.
Mia unica preoccupazione, dovrò viaggiare da sola (nessun problema, l’ho già fatto due anni fa, andando a Kinshasa), e mi chiedo … Bamako sarà come Kinshasa, dove all’aeroporto siamo sempre state assalite da 100.000 domande, e soprattutto da 100.000 richieste di “mazzette” da parte dei funzionari doganali ? Hilde mi rassicura con una frase che dice tutto: “Bamako non è Kinshasa”, queste dinamiche là non esistono, niente “mazzette” .
E’ la prima grande indicazione della differenza che penso osserverò :  già immagino dovrò fare attenzione a non “dare tutto per scontato”, aver vissuto delle esperienze di missione in Congo non significa che in Mali troverò le stesse cose.  Dovrò cercare di arrivare là con la mente il più possibile “libera”, accettando tutto come completamente nuovo, senza fare alcun tipo di paragone.
Questo mi ricorda il consiglio datomi dal direttore dell’Anpil, in occasione del mio primo viaggio in Congo: “dimenticati tutto quello che sai rispetto a come va la vita qui da noi, e vedrai che andrà tutto bene. I problemi possono nascere solo quando cominci a fare dei confronti, se non ne fai ti godi pienamente l’esperienza“.
Insomma, ancora una volta, come all’epoca della mia partenza per Kinshasa due anni fa, per aggregarmi a Don Alfonso ed agli altri volontari già “in loco”, mi vedo vagare per un aeroporto africano, come Tom Hanks nel film “The terminal” …

Marzo 2014
Grande e gradita sorpresa.

non andrò a Bamako da sola, ma insieme ad una altra volontaria, Anna, che è già stata in Mali la scorsa estate.
Benissimo, perfetto, non aspettavo altro:  io ed Anna ci contattiamo tramite Facebook e poi telefonicamente, ci accordiamo subito per le date del volo di partenza (Anna si fermerà a Bamako tutto il mese di luglio, quindi comunque dovrò rientrare da sola, ma quella sarà una passeggiata !), e prenotiamo.
Già da questi primi approcci ho una ottima impressione di Anna, penso sarà  bello vivere l’esperienza con lei.


Maggio 2014
La partenza per il Mali sembra molto distante.

Sì, ogni tanto ci penso, e ne parlo quando qualcuno mi chiede se ho già pensato alle vacanze estive, ma è ancora qualcosa di remoto.
Ho conosciuto Anna, abbiamo scoperto di avere molti punti in comune: oltre alle esperienze africane, condividiamo una grande passione per l’Inghilterra, per gli inglesi, per la birra, ed entrambe adottiamo la filosofia del “... ma io vado”.   Sarà una ottima compagna di avventura. Abbiamo deciso che, dopo i giochi con i bambini, che ci occuperanno durante la giornata, la sera organizzeremo un corso di conversazione inglese.  A me piacerebbe anche accompagnare Hilde in qualcuna delle sue incombenze più amministrative, visite ai bambini sostenuti a distanza, alle donne a cui è stato concesso il microcredito … insomma, ho già capito che praticamente per 10 giorni non dormirò, mi voglio godere al massimo ogni minuto della mia permanenza in Mali.


Giugno 2014
Oh, finalmente, i preparativi per il viaggio stanno cominciando !  

La fase di "raccolta" (cioè il "racimolare" di cui spesso parlo con Hilde) è sempre elettrizzante: ho cominciato un paio di mesi fa, a chiedere ad amici e conoscenti se avevano vestiti (per bambini e non), o giocattoli vari, da darmi per farli arrivare in Mali, e adesso sta iniziando ad arrivare di tutto di più.
Conosco questa fase, l'ho già vissuta in occasione dei precedenti viaggi , ed è elettrizzante in quanto, anche questa volta, mi rendo conto che anche le persone apparentemente più "fredde" mi portano qualcosa ...  ancora una volta, sono in giro per metrò e treni, con borse, sacchetti e valigie di varie dimensioni, e questo mi diverte molto.

Sul sito di Passatel ho trovato un annuncio di una ragazza che regala una decina di giochi in scatola : fantastico, ci accordiamo, tra l’altro non si trova neanche troppo lontana dal mio ufficio.  Vado a prelevare queste scatole di giochi, “Il tesoro degli Incas”, “Indovina chi”, ed altri che sinceramente non conosco … mi immagino là a giocare con i bambini, e soprattutto mi chiedo come potrò mai fare a spiegarli, questi giochi, ai bambini, in francese e/o magari a gesti … un po’ stile Bridget Jones.  Sicuramente alla fine ci inventeremo qualcosa,  mi fido della inventiva dei bambini.



Metà  giugno 2014
Consegna valigie.

Questa è per me una novità, ero abituata a gestirmi da sola la mia valigia, e le cose da portare in Africa, tutt’al più coordinandomi con gli altri volontari per evitare di portare tutti le stesse cose – invece, noto che UnAltroMondo lavora in modo diverso, ogni volontario partirà con delle valigie “preconfezionate” da Hilde, che (impagabile) ha organizzato una raccolta di valigie vecchie usate, e si è premurata di dividere vestiti, giochi e cancelleria tra tutti i volontari in partenza per il Mali. Penso sia una soluzione molto razionale, in questo modo si sa già  da subito che cosa verrà portato in Africa, ed è più facile organizzare le attività.

Ormai manca poco …

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