L'Acqua NON si vende - Sì della Consulta!

Oggetto: Campagna referendaria per l'Acqua, bene comune

Luogo: Italia

Data: Possibile referendum nella primavera 2011

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Sì della Consulta, la parola ai cittadini


La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l'acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.

Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del restante quesito (quesito n. 2), ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.

Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull'abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull'acqua siano davvero gli italiani.

Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.

Da oggi inizia l'ultima tappa, siamo sicuri che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro.


Roma, 12 gennaio 2011

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Roma, 12 gennaio 2011
Manifestazione contro la privatizzazione

 

dell’acqua in Lombardia

 

Sabato 13 novembre 2010

 

dalle ore 10 alle ore 13

 

Milano – piazza Duca D’Aosta (Pirellone)

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APPELLO PER L’ACQUA PUBBLICA

IN LOMBARDIA


Con il presente appello chiediamo al Consiglio della Regione Lombardia di NON approvare il progetto di legge sui servizi idrici in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi che, di fatto, obbliga a cedere ai privati la gestione dell’acqua. Il rischio è che l’acqua di tutta la Lombardia finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo. Inoltre chiediamo che i Comuni non vengano espropriati del ruolo decisionale nel governo dei servizi idrici, ora affidato alle Autorità d'Ambito territoriale (A.ATO).
Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che a sostegno dei 3 Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, in Lombardia sono state raccolte 237 mila firme, su un totale nazionale di 1 milione e 400 mila (www.acquabenecomune.org). Con la loro firma, attraverso la richiesta di referendum, questi cittadini hanno posto un imprescindibile questione di democrazia: la gestione di un bene essenziale alla vita non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti. È bene inoltre ricordare che, negli scorsi anni, in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006, ottenendone la cancellazione e la sostituzione con una nuova legge che reintroduceva la possibilità dell’affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.
Chiediamo pertanto alla Regione e ai Comuni della Lombardia di fermare tutte le iniziative e i processi di riorganizzazione della gestione del servizio idrico che avviano le gare o predispongono l'ingresso dei privati nelle società; tutte le manovre societarie di inglobamento da parte dei grandi gestori nei confronti delle piccole gestioni.
Chiediamo infine al Consiglio Regionale e alle forze politiche di chiedere al Governo e al Parlamento l'approvazione, entro il 31.12.2010, di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal Decreto Ronchi e sulla normativa di soppressione delle Autorità d'Ambito territoriale.
Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica
Novembre 2010
per ADESIONI inviate un’email a: roberto@circoloambiente.org

ANTECEDENTI


UnAltroMondo ONLUS ha aderito alla raccolta firme per il referendum promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua e che intende "modificare le norme in materia di servizio idrico".
Depositati i tre quesiti alla Corte di Cassazione, dal 24 aprile ai primo di luglio 2010 si è svolta infatti la raccolta firme.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno tale iniziativa anche diverse forze politiche.
 
I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.
Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
 
Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.
 
Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.
Maggiori informazioni: http://www.acquabenecomune.org
 
Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
 
Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.
 
Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.
 
Per conservarlo per le future generazioni.
 
Perché si scrive acqua ma si legge democrazia
 
Associazione Umanista UnAltroMondo Onlus - Via Tonale, 57 - 20099 - Sesto S.G. (Milano)