L'articolo di Tilde:
Era molto tempo che desideravo farlo e questa estate poteva essere il momento giusto: dovevo andare in Africa!
Allo sportello del turismo responsabile mi sono stati consigliati molti siti internet, tra cui quello di UnAltroMondo Onlus di Milano che proponeva un campo di lavoro in Senegal; avrei passato due settimane a Dakar e avrei insegnato inglese nella scuola di Ben Barak, uno dei quartieri più poveri della capitale.
Sono partita piena di curiosità, ma avevo un po’ paura dell’impatto con un paese così diverso dal nostro. Appena sono uscita dall’aeroporto di Dakar è iniziato il sogno; c’era sabbia ovunque e faceva caldo. Lamine, il preside della scuola in cui si è svolto il campo, è venuto a prenderci in taxi (un taxi con vetro anteriore incrinato, i finestrini e la portiera bloccati). Nell’ora di viaggio per raggiungere il residence a Malika, mi si è aperto un mondo. Sembrava di essere in un presepe, dove tutti svolgevano le loro mansioni in strada: c’era chi dormiva sulla sabbia, donne che vendevano manghi, bambini appesi agli alberi, “car rapide” (piccoli bus) carichi di gente con le porte che sbattevano durante il trasporto. Mi sentivo catapultata in un luogo surreale, di cui cercavo di cogliere ogni particolare con gli occhi sgranati. Ero affascinata, non avevo mai visto un’atmosfera così calda ed accogliente. Il Senegal mi ha colpito per i suoi colori, la sua musica e, soprattutto, per il valore della condivisione. Mangiare dallo stesso piatto, fare i giochi di gruppo con i bambini, stare distesi tutti insieme su un tappeto sono le cose che ora più mi mancano del mio viaggio in Africa.
Noi “toubab” (donne e uomini bianchi) attiravamo la curiosità di molti: i bambini venivano a toccarci, i più piccoli piangevano vedendoci e gli adulti erano sempre disposti ad uno scambio di idee. Stare in un paese così differente dal nostro mi ha aperto tantissimo la mente e mi ha aiutato a capire meglio non solo l’Africa, ma soprattutto l’Europa. E più di tutto a capire la nostra ricchezza con i nostri immensi sprechi. Ricordando il Senegal sorrido e avverto un po’ di nostalgia… quando tornerò?
Altre riflessioni...
... Io continuo a guardare le strade, i negozi, i bagni, le persone e a paragonarli a ciò che abbiamo visto a dakar... non è proprio possibile. C'è chi mi chiede di raccontargli tutto: io inizio con qualche aneddoto, ma come immaginavamo tante cose non si possono proprio comunicare, neanche con le fotografie. Ieri una ragazzina senegalese mi ha chiamato e mi ha fatto troppo piacere, non voglio dimenticare nessuna di loro e niente di ciò che mi è successo...
... Il rientro è stato pieno di tristezza, oggi è già il terzo giorno che sono a casa, con tutte le comodità, l'acqua fresca, il bagno ecc. ma la mia mente e il cuore sono lì a Dakar, insieme a tutti voi, insieme ai bambini, insieme a tutti gli operatori della scuola, insieme al mio Papa Sow. Tutti ti chiedono come è andata, che cosa ho visto, e come dice Tilde, non riesci a spiegare e far immaginare quello che hai vissuto, anche tramite le foto, perchè la sensazione provata nel vivere insieme a loro è indescrivibile, si può capire solo vivendo con loro. Questa esperienza mi ha dato molto e farò di tutto per poterla ripetere...
... miei cari, sono rientrata domenica pomeriggio e da allora non faccio che sonnecchiare, spostarmi molto pigramente dentro e fuori casa, guardare le foto e prendermi tanto tempo per pensare, ricordare, cercare di rivivere le sensazioni dei giorni passati. Come temevo mi è un po' difficile ritornare alla mia "vita italiana": mi sento carica di energia e al tempo stesso molto lenta, ma non ho ancora capito cosa fare, come muovermi... mi mancate un sacco, mi manca la nostra vita familiare al residence, le nostre attività a scuola, mi manca la semplicità dei rapporti che avvertivo tra le persone e tra i ragazzini a scuola. sono in fase di ricerca lavoro (proprio per questo mi sento inadatta a tornare...), dovrei essere proiettata in avanti eppure i giorni passati mi sembrano così vicini...ma nn solo temporalmente, anche in quanto a distanza! è strano da spiegare, ma ho la sensazione che Ben Baraque sia qui vicino...
... Ciao a tutti !!! è ufficiale, sono affetto dal mal d'Africa e non so che fare...aiuto !!! Da quando sono atterrato a Roma lunedi scorso i miei pensieri si sono fissati su Dakar, Ben Baraque, Malika, i bimbi, la scuola, la gente del posto, la loro vita, le loro usanze, il nostro gruppo fantastico, ecc, ecc... vi giuro che tutte le notti sogno di essere la con voi e siamo magari a scuola o magari a fare una passeggiata tutti assieme, poi purtroppo mi sveglio ! voglio tornare!!! Raccontare ciò che ho vissuto ad amici o parenti è difficile, so che non riesco a trasmettere ciò che provo veramente perchè mi risulta molto complicato e questo mi fa stare un pò male. Volevo ancora ringraziare tutti, siamo stati, e spero saremo, un gruppo per me veramente speciale, sembrava ci conoscessimo da 20 anni, non credete?!
... un pezzo di cuore è ancora là! Cosa dire? Gruppo energico anche se età diverse e motivazioni diverse. Febbre a 39 e dissenteria, topini e scarafaggi, acqua a gocce e elettricità che spesso non c’era. Trasporti su furgoncini e taxi scassatissimi, caldo umido, mosche… djambé suonati in spiaggia con oceano mosso, sotto la luce della luna con i granchi che uscivano, tamburelli e canzoni in wolof (loro lingua), italiane e napoletane (due volontari di napoli)… temporali da stagione delle piogge, la polvere, la festa a scuola con sindaco e diplomino, con il pane e nutella, con l’abito tradizionale che ci ha fatto la sarta !… e questo non è nulla perché il bello erano i bambini, favolosi, sorridenti, pieni di gioia che ci coinvolgevano tanto, tantissimo ! e che mancano un sacco !!! non riesco a spiegare meglio di così !
Ragazziiiii... Al rientro ho tentato più volte di scrivere qualcosa... Ma saprete ben comprendere la difficoltà di trovare le giuste parole per descrivere uno stato d'animo non ben definito e quasi surreale.
Arricchita nel cuore e nell'animo, tento di riprendere la vita "normale", forte dell'esperienza fatta in Senegal. Una ripresa lenta e faticosa che mi porta spesso lontano con la mente... alla scuola, ai bambini, agli insegnanti, a tutti voi... Con la fortuna di aver condiviso con Antonio questa esperienza e poterla mantenerla viva nei ricordi ogni singolo giorno...