Milano Sesto S.G. - Un bosco per Sesto

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Documenti allegati:
   Dossier attività 2006/1 (729.31 kb)
   Dossier attività 2007/1 (635.68 kb)
   Dossier attività 2008 (1.50 Mb)

PERCHE' SIAMO CONTRARI AL PROGETTO ZUNINO PER LE AREE EX-FALCK
NON VOGLIAMO UN PIANO REGOLATORE DETTATO DAGLI IMMOBILIARISTI
 
Chiusa l’epoca industriale di Sesto San Giovanni, vaste aree dismesse tra cui l’area ex-Falck, occupate ormai solo da qualche relitto siderurgico, da erbacce e cumuli di macerie, sono pronte per una nuova destinazione d’uso. Purtroppo le aree sono state acquistate da speculatori del mattone come Caltagirone e Luigi Zunino, quest’ultimo un immobiliarista emergente definito come il nuovo Berlusconi “di sinistra”.
 
Circa 1.394.000 mq sono ora di proprietà della Risanamento SpA di Zunino, e circa 500.000 mq di Caltagirone, proprietario del nuovo centro commerciale Vulcano, una cattedrale del consumismo nel deserto. Ulteriori 200.000 mq nelle aree Marelli e Breda sono di proprietà del gruppo Pasini.
 
Il progetto Zunino prevede, secondo alcune fonti, la costruzione di alloggi per 13.240 nuovi abitanti, ma nella presentazione del progetto si dice che l’area, a regime, dovrebbe ospitare circa 30.000 abitanti. Si parla anche della costruzione di un parcheggio sotterraneo lungo 2 chilometri.
 
Il progetto presentato è in chiara contrapposizione all’attuale piano regolatore del Comune di Sesto: il piano regolatore permette un indice di edificabilità di 0,5, il piano Zunino prevede ben 0,85, cioè delle volumetrie edificate nettamente superiori.
 
La Regione Lombardia impone ai comuni di dotarsi entro il 2007 di un Piano di Governo del territorio che andrà a sostituire l’attuale piano regolatore. I proprietari dei terreni dismessi a Sesto stanno aspettando con impazienza questo cambiamento nella gestione dei territori: la giunta di Oldrini andrà quindi a modificare a loro favore i parametri di edificabilità, rendendo così possibile e legale una colata di cemento oggi inammissibile? Le linee programmatiche del secondo mandato di Oldrini propongono infatti in modo chiaro:
 
“ - approvare il Piano di Governo del territorio entro il 2007
 
-         approvare subito dopo il progetto sulle aree Falck”
 
 Quali sono le meraviglie urbanistiche promesse dal piano Zunino con la collaborazione di Renzo Piano:
 
Il progetto viene presentato come “Sviluppo sostenibile”
 
Nessun sviluppo è ormai sostenibile su questo pianeta all’orlo del collasso ecologico. Sviluppo sostenibile è un ossimoro. Il piano Zumino comporta un elevato impatto ambientale e consumo energetico e porterà ulteriore traffico e inquinamento in questa zona già densamente abitata.
 
“Il verde la fa da padrone”, “il verde invade anche le strade”
Il verde del piano Zunino è verde di bassa qualità, poco naturale e frazionato in piccole aree attraversate da arterie trafficate. Nella somma delle superfici verdi sono conteggiati anche gli spartitraffico tra corsie e svincoli stradali. Molte aree verdi si troveranno all’ombra degli enormi grattacieli alti decine di piani. Le superfici verdi saranno in parte poste sopra strutture sotterranee ricoperte da un minimo strato di terra, permettendo né lo sviluppo di una vegetazione rigogliosa né tantomeno la crescita di alberi di alto fusto.
  
Autonomia energetica
E’ puro fumo negli occhi dire che questo enorme progetto edilizio sarà energeticamente autonomo, tirando in ballo il nome del Premio Nobel Carlo Rubbia. I lavori di costruzione, i sistemi di climatizzazione delle abitazioni e il mantenimento delle enormi infrastrutture richiederanno ingenti consumi di petrolio ed elettricità e genereranno emissioni di gas serra in grandi quantità. L’utilizzo delle biomasse degli alberi è la ciliegina sulla torta delle esagerazioni. La legna degli alberi abbattuti potrà alimentare al massimo il caminetto di qualche appartamento di lusso.
 
Mobilità urbana innovativa
Le abitazioni si troveranno ad una distanza notevole dalle stazioni di metrò e ferrovia esistenti. Ad eccezione di alcune linee di autobus con veicoli poco inquinanti non è prevista nessuna significativa infrastruttura di trasporto pubblico. Gran parte degli spostamenti dei nuovi abitanti avverranno quindi in automobile, con un forte impatto sull’aria di Sesto. Basta vedere come il centro commerciale Vulcano è stato collocato lontano dai mezzi di trasporto pubblico, rivolto principalmente a chi usa il mezzo privato. I tapis roulant previsti lungo le due direttrici principali consumerebbero inutilmente energia incoraggiando la gente a non usare le proprie gambe neanche per i piccoli spostamenti in quartiere.
 
Una nuova parte della città integrata a quella esistente
Il nuovo insediamento si differenzierebbe in tutto dalla Sesto esistente, separato non solo fisicamente dalla ferrovia, ma dal tipo di costruzioni (grattacieli sospesi anziché case basse) e dai prezzi delle nuove abitazioni di lusso. La realizzazione del piano Zunino rappresenterebbe un corpo estraneo nel tessuto urbano di Sesto nonostante le promesse di Renzo Piano.
  
In sintesi perché siamo contrari al piano Zunino?
 
  1. Non rispetta il piano regolatore del Comune. Adeguare il piano (con il pretesto della trasformazione in piano di Governo del Territorio) per ammettere maggiori volumetrie di costruzione e cambiare la destinazione d’uso all’insaputa della popolazione sarebbe una mossa indegna di un’amministrazione al servizio dei cittadini.
  2. Al posto delle abitazioni di lusso (da vendere a chi?) servono servizi sociali, abitazioni di edilizia popolare e convenzionata, strutture per i giovani, gli anziani, il volontariato e l’associazionismo, strutture per il piccolo artigianato, orti comunitari.
  3. In un’area come Sesto ad alta densità demografica e di traffico non serve un’ulteriore colata di cemento e asfalto, ma un polmone verde tra i comuni di Sesto, Cinisello e Cologno Monzese composto da boschi, prati e il vicino paesaggio fluviale del Lambro purtroppo molto degradato.
  4. Le aree dismesse di Zunino e Caltagirone rappresentano il 16 % della superficie del Comune di Sesto. E’ inammissibile che la gestione di un’area così enorme sia in mano a due società private allo scopo esclusivo di produrre enormi guadagni attraverso la speculazione edilizia.
  5. Il piano è assolutamente carente riguardo al trasporto pubblico. Al contrario è prevista la costruzione di migliaia di posti macchina, con un conseguente aumento del traffico e dell’inquinamento.
  6. Il piano dividerebbe la città in due: una città popolare e viva ad ovest, quartieri dormitori con abitazioni di lusso stile Milano Due ad est.
  7. E’ assolutamente carente l’informazione del Comune e dei proprietari verso i cittadini. La documentazione resa pubblica è superficiale e nasconde le vere proporzioni del progetto.
La proposta alternativa:
 
-         Difendere e imporre le volumetrie edificabili dell’attuale piano regolatore, anche nel momento in cui questo viene trasformato in Piano di Governo del Territorio, rendendo quindi necessaria una modifica del piano Zumino così com’è oggi.
 
-         Elaborare un piano alternativo che preveda su metà del terreno un’ampia area boschiva (sul modello del Bosco in Città realizzato a Milano), gestito da associazioni volontarie e con un basso costo di gestione.
 
-         Sulla restante area volumetrie dimezzate rispetto al piano Zunino:
o       edilizia popolare e convenzionata,
o       servizi sociali (scuole, asili nido, biblioteca)
o       strutture sportive,
o       spazi per i giovani e gli anziani,
o       strutture per l’associazionismo e il volontariato,
o       orti comunitari sui terreni non inquinati.
 
-         Costruzione di una linea di metrò leggero che colleghi il nuovo quartiere alla fermata Sesto Marelli MM1.
 
Associazione Umanista UnAltroMondo Onlus - Via Tonale, 57 - 20099 - Sesto S.G. (Milano)