Gambia - Altri dati sul Gambia

Tipo di governo: Repubblica presidenziale

Reddito procapite: 2,002 $ (145° posto)

Malattia più diffusa: diarrea, malaria, febbre gialla, dengue, epatite A, meningite…

Indice di sviluppo umano (HDI): 0,479 (155° posto)

Speranza di vita: 54 anni

Percentuale di analfabetismo: 40,1% (maschi 47,8%, femmine 32,8%)

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Indipendenza raggiunta nell’anno: 1965 (ex colonia del Regno Unito)
Lingua ufficiale: Inglese
Lingue locali: mandingo, wolof, fula, jola,serer.
Popolazione: 1,688,359 (stimata) di cui il 44,1% ha meno di 14 anni. Ci sono 5.21 bambini per donna.
Le etnie principali sono i Mandinka 42%, Fula 18%, Wolof 16%, Jola 10%, Serahuli 9%, altri 5%)
Religione: Musulmani 90%, Cristiani 9%, animisti 1%
Moneta: Dalasi

Cultura: Come molte tribù africane, anche i principali gruppi indigeni del Gambia hanno una struttura sociale molto stratificata, in cui lo status viene determinato al momento della nascita. In cima alla scala sociale ci sono le famiglie dei nobili e dei guerrieri, seguite dai contadini, dai commercianti e dagli artigiani che lavorano il ferro, la pelle, il legno, i tessuti. Al fondo della scala sociale ci sono i griots (cantastorie), che tuttavia sono molto rispettati perché si occupano di tramandare la tradizione orale di generazione in generazione e di solito sono gli unici in grado di raccontare la storia di una famiglia o di un villaggio. Grande importanza è attribuita in Gambia alle forme di saluto. I wolof e i mandinka, per esempio, si salutano con un rituale che dura almeno mezzo minuto, a cominciare dal tradizionale saluto islamico Salaam aleikum e Aleikum asalaam ('la pace sia con te' e 'e la pace sia con te'). Segue una serie di domande sulla famiglia, la vita quotidiana, il villaggio, la salute e altro della persona che si sta salutando.
- Letteratura: William Conton è il romanziere più famoso del Gambia; il suo classico semi-autobiografico degli anni '60, dal titolo The African, ha venduto un gran numero di copie anche in molti paesi africani. Lenrie Peters è un altro autore dalla formazione simile a quella di Conton, più conosciuto per le sue poesie.
- Musica: Per molti secoli musicisti e griots, i cantastorie, hanno mantenuto viva la tradizione dei racconti delle famiglie e dei clan, trasmettendo per alcune popolazioni quali i wolof e i mandinka un forte senso della storia e della propria identità. Molti griots cantano accompagnandosi con il suono della kora, una sorta di arpa, e i mandinka sono particolarmente famosi per la loro abilità nel costruire questo strumento.
- Cucina: Il cibo in Gambia è di buon livello. Il locale più piccolo e semplice che vende da mangiare viene chiamato chop shop e di solito serve piatti di riso e salsa, con una o due variazioni disponibili al giorno. Le carni arrosto e alla griglia, unite spesso alla cipolla e alle spezie, vengono vendute in capanne chiamate afra, mentre una varietà di bancarelle per la strada vende un po' di tutto, da panini con la maionese a ciotole di sow o kossam (yoghurt) e latcheri (miglio battuto). Il benechin è un piatto di riso cucinato nella salsa di pesce e verdura, mentre il plasas è un piatto di carne e pesce cucinato con foglie di verdura nell'olio di palma e servito con il foufou (tapioca macerata). Le bancarelle che vendono tè e caffè si trovano praticamente dappertutto nelle grandi città, e la birra nazionale si chiama JulBrew.

Feste ed attività: Il più importante periodo di festività è il Ramadan: nome che si dà al nono mese dell’anno lunare musulmano (Egira).
Il periodo del mese sacro di Ramadan si conclude con la festa detta Aid al-Fitr o piccola festa: i bambini sono i più contenti, per loro ci sono infatti dolci a volontà!
Seguono poi tutte le altre importanti feste del calendario musulmano.
Si festeggiano anche le principali feste religiose cristiane: Natale, Pasqua, Capodanno.
Tra le festività laiche ricordiamo il 1° maggio, la Festa dei lavoratori; il 22 luglio, l’Anniversario della seconda repubblica.


Attrazioni turistiche e culturali: Nel Gambia è stata registrata la presenza di più di 600 specie di volatili; si tratta di una concentrazione decisamente notevole per un paese così piccolo. La Riserva Naturale di Abuko è il posto migliore nelle vicinanze di Banjul per osservare un gran numero di specie ornitologiche; tuttavia, il paese ospita altri cinque parchi nazionali e riserve dove la fauna è ugualmente ricca. La riserva ornitologica di Tanji, sulla costa, è un importante punto di sosta per gli uccelli migratori, in particolare per i volatili acquatici che giungono in Gambia ogni inverno in gran numero dall'Europa. Il parco nazionale di Abuko e quello del fiume Gambia sono le riserve ideali da visitare per vedere scimmie e scimpanzè.
Banjul è la capitale del Gambia. Situata sull’isola di St Mary, vicino alla riva meridionale del fiume, è un porto naturale riparato dalle forti correnti atlantiche. Occupata nei primi dell’Ottocento dal Capitano Grant che vi costruì un forte militare nello scopo di difendere la costa dagli assalti dei pirati, l’area intorno a Mac Carthy square è tutta in stile vittoriano. Il più importante mercato di Banjul è l’Albert Market, degno di nota.
Oyster Creek
A poco distanza da Banjul, sulla riva meridionale, c’è la zona di Oyster Creek, da percorrere in canoa per ammirare i canali bordati da mangrovie e poter osservare le straordinarie specie di uccelli.
Juffure
Considerato monumento nazionale, il villaggio di Juffure merita una visita. E’ da qui che Kunta Kinte, l’antenato dello scrittore americano Alex Haley, autore di “Radici”, fu catturato per essere portato come schiavo in America.
Wassu
Risalendo verso est, ma spostandosi verso la riva settentrionale del Gambia, a 150 km di Tendaba, uno dei centri turistici del paese, si entra nella zona megalitica: a Wassu, si trova un complesso megalitico formato da pietre disposte circolarmente, probabile tumulo funerario al VII secolo.
Georgetown
A 350 km da Banjul, su una piccola isola mezzo al fiume, c’è Georgetown, dove si ha un bell’esempio di architettura di stile coloniale. Ci sono diverse strutture alberghiere.

 

(fonte Lonely Planet)


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