Gambia
Tipo di governo: Repubblica presidenziale
Reddito procapite: 2,002 $ (145° posto)
Malattia più diffusa: diarrea, malaria, febbre gialla, dengue, epatite A, meningite…
Indice di sviluppo umano (HDI): 0,479 (155° posto)
Speranza di vita: 54 anni
Percentuale di analfabetismo: 40,1% (maschi 47,8%, femmine 32,8%)
Email: senegal1@unaltromondo.it
Ambiente
Completamente circondato dal Senegal (eccetto che per lo sbocco ad ovest sull’Oceano Atlantico), il Gambia è un piccolo paese dell’Africa Occidentale che si sviluppa lungo il fiume omonimo in una striscia di terra di 11,300 km, che lo rendono lo Stato più piccolo del continente africano.
Il paesaggio è così pianeggiante che il dislivello del serpeggiante fiume Gambia, nel corso dei suoi 450 km, varia di soli 10 m.
Il clima è caratterizzato da una lunga stagione secca (da novembre a maggio) e da una breve stagione delle piogge (da giugno a ottobre). Il mese più piovoso dell'anno è agosto. Le temperature massime vanno da 24ºC tra dicembre e febbraio a 30ºC tra giugno e settembre.
Storia
Le prime testimonianze scritte sulla regione ove oggi si trova il Gambia risalgono ai commercianti arabi del IX-X secolo. Nel 1066, gli abitanti del regno di Tekrur, che sorgeva sulle rive del fiume Senegal, furono la prima popolazione dell'Africa nera a convertirsi in massa all'Islam. I commercianti musulmani aprirono poi un rotta trans-sahariana per il commercio di schiavi, oro e avorio. Agli inizi del XIV secolo, il Gambia divenne tributario dell'Impero del Mali; la zona fu poi dominata, sul finire del secolo, dai wolof. I portoghesi giunsero nell'area verso la metà del XV secolo e ottennero il controllo dei ricchi traffici commerciali e causarono la decadenza di questa via commerciale con le loro rotte marittime.
Nel 1588, il pretendente al trono portoghese António I del Portogallo Priore di Crato vendette i diritti esclusivi per il traffico lungo il fiume Gambia agli inglesi.
Il primo insediamento europeo in Gambia fu quello dei popoli germanici provenienti dal Baltico che, nel 1651, costruirono un forte sull'isola James. Dieci anni dopo furono scacciati dagli inglesi, a loro volta minacciati dalle navi francesi, dai pirati e dai re del continente africano. Fort James perse il suo ruolo strategico allorché vennero costruiti nuovi forti a Barra e Bathurst (l'odierna Banjul), alla foce del fiume Gambia; questi forti si trovavano in una posizione migliore per il controllo del movimento delle navi.
Alla fine del XVII secolo e per tutto il XVIII, Inghilterra e Francia lottarono costantemente per il predominio commerciale sulle regioni del Senegal e del fiume Gambia. Il Trattato di Parigi del 1783 diede alla Gran Bretagna i diritti sul Gambia, ma i francesi mantennero un avamposto ad Albreda sulla riva settentrionale del fiume, che venne ceduto agli inglesi solo nel 1857.
Durante i tre secoli di permanenza della rotta trans-sahariana, vennero catturati circa 3 milioni di schiavi presi dalle popolazioni che abitavano nei territori circostanti. A questi occorre aggiungere gli schiavi che furono catturati e venduti dai commercianti arabi prima e in concomitanza con il periodo della pista tras-shariana, e di cui non abbiano alcuna stima. Gli schiavi vennero inizialmente inviati in Europa come servitù, fino all'espansione del mercato del lavoro nelle Indie Occidentali e in Nord America nel XVIII secolo. Nel 1807 il traffico degli schiavi fu bandito in tutto l'Impero Britannico e l'Inghilterra cercò di impedire la sua pratica anche nel Gambia, seppur con scarsi risultati.
Durante gli anni a seguire il territorio venne amministrato dalla giurisdizione del Governatore Generale Britannico della Sierra Leone, solo nel 1888 esso divenne un’entità coloniale separata. Nel 1889 un accordo con la Francia permise di delineare gli attuali confini del Gambia che finì con l'appartenere alle Colonie Britanniche della Corona, e venne suddivisa in due giurisdizioni, quella della capitale Banjul (la colonia vera e propria) e il resto del territorio, considerato un protettorato, ottenendo nel 1901 i propri consigli legislativi ed esecutivi guadagnando progressivamente uno stato di autonomia grazie al quale nel 1906 abolì nel proprio territorio la pratica della tratta degli schiavi.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la capitale Banjul servì come base per l'Aeronautica militare americana e come porto per i convogli navali britannici, mentre le truppe del Gambia combatterono a fianco degli alleati a Burma.
Con la fine della seconda guerra mondiale, il Gambia cominciò a chiedere alcune concessioni autonomistiche al Regno Unito e il processo di riforme accelerò il passo e nel 1962 seguì un suffragio elettorale che portò alla piena autonomia politica e amministrativa nel 1963. La Gambia ottenne ufficialmente l'indipendenza il 18 febbraio 1965, diventando una monarchia costituzionale all'interno del Commonwealth britannico. Subito dopo lo stesso governo fece una proposta di riforma costituzionale per trasformare il capo di stato, allora il monarca britannico, un presidente della repubblica. Per questo venne indetto un referendum che però non raggiunse i 2/3 richiesti, manifestando però al mondo l'ampio rispetto dei diritti civili e politici presenti nella Gambia. A seguito di un secondo referendum, il Gambia divenne una repubblica presidenziale il 24 aprile 1970 e come primo presidente venne eletto Dawda Kairaba Jawara.
Nel 1981, mentre Dawda Kairaba Jawara presiedeva a Londra ad una cerimonia ufficiale, fu rovesciato da un sanguinoso colpo di stato guidato da Kukoi Samba Sanyang, che in precedenza aveva cercato inutilmente di essere eletto all'interno del parlamento. Da Londra Jawara si appellò alle forze armate del vicino Senegal per sventare il colpo di stato, che venne scongiurato dopo una settimana di combattimenti che comportarono la morte di molte migliaia di persone tra civili e militari.
In conseguenza di questa instabilità, la Gambia fu indotta a creare una confederazione con il Senegal nel 1982 con il Trattato di Confederazione, con il quale si poneva in essere la Confederazione del Senegambia, che unificò i due eserciti, i due sistemi economici e introdusse una moneta unica. Già nel 1989, però, il Gambia decise di separarsi dalla confederazione.
Fino al colpo di stato militare del 1994, il Gambia fu guidato dal Presidente Sir Dawda Kairaba Jawara, fin lì rieletto per ben cinque volte. In realtà, un primo, violento e infruttuoso tentativo di porre fine alla relativa stabilità dell'era Jawara si era già avuto nel 1981.
Nel luglio 1994 una protesta dei soldati sul ritardo delle paghe si trasformò in un colpo di stato condotto da un giovane luogotenente, Yahya Jammeh, che depose il governo di Jawara e bandì dalla vita politica e pubblica tutti i partiti esistenti.
Yahya Jammeh a capo dell'AFPRC, divenne il nuovo capo di stato, mentre la giunta al potere promise alla popolazione e all'opinione mondiale un piano per il progressivo ritorno alla vita democratica. Nel 1996 venne istituita a tal proposito la Commissione Elettorale Indipendente Provvisoria (PIEC) per sovrintendere alle elezioni nazionali. Le disposizioni del PIEC prevedevano l'istituzione di un nuovo registro elettorale, l'adozione di una nuova costituzione frutto di un referendum da indire nell'agosto di quello stesso anno, delle elezioni presidenziali in settembre ed infine una nuova tornata elettorale per il gennaio 1996. Il 6 novembre 1996 il colonnello Yahya A.J.J. Jammeh, ormai in ritiro, venne eletto Presidente della Repubblica della Gambia, che venne eletto una seconda volta nel 2001 con un mandato di cinque anni. La Repubblica Popolare Cinese ha interrotto le relazioni internazionali con la Gambia a seguito del suo riconoscimento della repubblica di Taiwan, mentre la Gambia è stata membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU dal 1998 al 1999.
Economia
L'economia del Gambia è caratterizza da un'agricoltura di sussistenza, combinata con una dipendenza storica dalla produzione ed esportazione di arachidi. A ciò si aggiungono una buona industria turistica, un sistema di re-export che ha come fulcro il porto del paese.
L'agricoltura rappresenta il 29% del PIL e impiega il 75% della popolazione. Da sola, la produzione di arachidi forma il 6,9% del PIL, a cui si aggiungono altre colture (8,3%), l'allevamento (5,3%), la pesca (1,8%) e lo sfruttamento forestale (0,5%). Il settore industriale contribuisce per il 12% al PIL.