La comune di Kanadjiguila ha un solo centro medico per 25 villaggi sparsi in un raggio di 20 Km, per una popolazione di circa 20.000 abitanti. La zona non è ancora provvista di luce elettrica e da pochi anni sono stati realizzati i primi pozzi a pompa manuale.
Il centro è gestito dalla comunità locale tramite un’associazione che coinvolge attivamente 100 persone.
Lo stato interviene solo sporadicamente e da quando è di moda la “decentralizzazione”, delega alla comunità locale le spese ordinarie e procura solo contatti con associazioni internazionali attraverso progetti di cooperazione che non sempre poi si realizzano.
Un medico, 3 ostetriche e un farmacista sono il personale che assicura il funzionamento del centro giorno e notte, 365 giorni l’anno. Una o due volte al mese un’equipe medica del centro si sposta nei villaggi vicini per visitare i pazienti più gravi, portare medicinali ecc.
L’associazione, tramite un sistema di collette annuali raccolte tra la popolazione, riesce solo a pagare il personale e a fare piccoli lavori di manutenzione. I medicinali devono essere venduti almeno al prezzo di costo per poter rinnovare le scorte.
Storia del progetto
In questo gruppo di villaggi, l’associazione che gestisce il centro sanitario insieme a una cooperativa di giovani si sono fatti carico della Campagna StopMalaria da circa un anno, realizzando le inchieste per valutare l’incidenza della malaria casa per casa, realizzando riunioni di informazione e sensibilizzazione della popolazione locale su come prevenire la malattia e lottare contro la proliferazione delle zanzare, distribuendo le zanzariere acquistate alle famiglie più bisognose e monitorando il loro corretto utilizzo periodicamente.
Abbiamo visitato diverse volte il centro sanitario e abbiamo notato in quali condizioni si lavora: senza luce elettrica, con due stanze soltanto per il reparto di maternità e una piccola farmacia, molto essenziale che non permette di poter dare gratuitamente i farmaci alle persone più povere.
Obiettivi
A breve termine intendiamo raccogliere fondi in Italia per riuscire a sostenere i bisogni più immediati e migliorare le condizioni di lavoro nel centro sanitario: acquisto di medicinali antimalarici a base di artemisinina, sistema di illuminazione a pannelli solari, microscopio per un totale di 3.300 €.
A medio e lungo termine vorremmo sostenere l’acquisto di un’ambulanza per poter trasportare gli ammalati più gravi che abitano in villaggi lontani e l’equipaggiamento del centro con altri letti e materassi.