Il futuro si puņ cambiare - L'altro terrorismo - da Report settembre 2003
Esempi dell'altro terrorismo nel mondo... i casi di INDONESIA, SALVADOR, NICARAGUA, KURDISTAN TURCO, TIMOR EST, CECENIA...
INDONESIA, SALVADOR, NICARAGUA, KURDISTAN TURCO, TIMOR EST, CECENIA: ALCUNI ESEMPI DELL’ALTRO TERRORISMO
(Fonte: L’altro terrorismo, puntata di Report, settembre 2003)
La definizione ufficiale di terrorismo fornita dal governo USA parla di “minaccia o uso della violenza contro le popolazioni civili per raggiungere obiettivi politici, religiosi o di altro tipo tramite l'intimidazione, inducendo la paura” e quella dell’FBI cita “l’uso illegale della forza e della violenza contro persone o proprietà a fini intimidatori o coercitivi nei confronti di un governo, della popolazione civile o di ogni loro parte per l’ottenimento di obiettivi politici o sociali.”
E’ difficile non far rientrare in queste definizioni le atrocità coperte o direttamente commesse dagli Stati Uniti (dal sostegno a brutali dittature, ai bombardamenti di popolazioni indifese, fino alle torture e all’invasione di altri paesi).
Gli esempi citati di seguito sono solo alcuni degli innumerevoli, tragici episodi che hanno costellato la storia degli ultimi anni, ma pur nella loro parzialità dimostrano come terrorista non sia solo chi mette le bombe nei metrò, ma anche e soprattutto chi mette a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta con la sua politica di folle violenza.
1. Indonesia: milioni di persone massacrate dal generale Suharto. Stati Uniti e Inghilterra sapevano
Nell'autunno del 1965, in Indonesia un colpo di stato militare porta al potere il generale Suharto. A quel tempo la forza politica maggiore nel paese era il PKI, Partito Comunista d'Indonesia, con un sostegno di massa fra i contadini di quell'immenso arcipelago. Stati Uniti e Gran Bretagna temevano che il PKI si potesse imporre, trasformando l'Indonesia e le sue ricche risorse in un bastione anti occidentale. Suharto si fece subito carico dell'eliminazione fisica del partito comunista.
Nello spazio di pochi mesi l'esercito, affiancato da bande di estremisti musulmani, massacrò da un milione a due milioni di esseri umani - nessuno lo sa con precisione - un olocausto della cui brutalità sia gli americani che gli inglesi furono prontamente informati, come risulta dai documenti segreti delle ambasciate di Londra e Washington a Jakarta.
”Gli americani sapevano e applaudirono! La stampa si profuse in lodi sperticate. Il New York Times scrisse di Suharto " è un raggio di luce in Asia", News Week dichiarò "è la speranza là dove non ve n'era", l'Economist lo descrisse come "un moderato dal cuore benevolo". E' ovvio, per noi stava facendo cose meravigliose, stava massacrando un oceano di persone e distruggendo l'unico partito con sostegno di massa nel paese per aprire i mercati indonesiani agli investimenti occidentali” (commento di Noam Chomsky).
2. La Scuola delle Americhe, centro di addestramento al terrorismo
La base americana di Fort Benning è stata la sede della Scuola delle Americhe, che avrebbe dovuto essere un normale centro di addestramento dedicato alle leve militari dell'America latina. In realtà la Scuola delle Americhe insegnava il terrorismo e la repressione alla luce del sole, su manuali regolarmente stampati. Tra questi, un manuale per assassini, in cui vengono elencate le tecniche da usare per l’eliminazione degli oppositori e uno per gli interrogatori, in cui si insegnava apertamente la tortura. La scuola ogni anno addestrava circa 1.000 soldati provenienti da 18 paesi sudamericani in tecniche di commando e contro insurrezione. Da qui sono passati più di 60.000 ufficiali, responsabili delle peggiori atrocità commesse in America latina, e il tutto a spese del contribuente americano.
3. Terrorismo di stato in America centrale
Gli Stati Uniti temevano che le nazioni latino americane potessero usare l'appoggio dell'URSS per portare avanti programmi politici e sociali contrari agli interessi di Washington. La contro-insurrezione divenne così la parola d'ordine sia per l'America che per le dittature da essa appoggiate, o meglio, divenne un passpartout che giustificava qualsiasi efferatezza: dal Guatemala, all'Honduras, dal Cile al Paraguay il terrorismo di stato non ebbe limiti.
4. Stragi in Salvador
L’11 dicembre 1981 un corpo d'elite dell'esercito salvadoregno, il battaglione Atlacatl, circonda le abitazioni del villaggio di El Mozote, in Salvador. Gli abitanti sono separati in gruppi, uomini, donne e bambini. Lo sterminio inizia dagli uomini, poi le donne e poi i bambini, questi ultimi uccisi dentro la chiesa a fucilate e coltellate come agnelli in gabbia. Alla fine la strage conterà quasi 1.200 morti, tutti civili inermi.
I terroristi del battaglione Atlacatl, gli uomini capaci di fare questo a 400 bambini e a 800 civili inermi, ebbero un sostegno diretto, ripetuto e consapevole proprio dalla nazione che oggi si è posta alla guida della guerra al terrorismo. Le prove nei documenti di stato americani, in cui si ammette che nel 1981Il battaglione Atlacatl fu addestrato in Salvador dai militari degli Stati Uniti.
5. Gli Stati Uniti condannati per terrorismo ai danni del Nicaragua
Nel 1988, dopo due anni di dibattimenti, i giudici della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia emettono una sentenza storica: gli Stati Uniti d'America sono colpevoli di terrorismo ai danni del piccolo stato del Nicaragua. Nella sentenza si accusa Washington di "uso illegale della forza", e non solo, che nella terminologia giuridica internazionale significa terrorismo. Nel 1981 gli Stati Uniti avevano lanciato contro i civili del Nicaragua degli attacchi terroristici sia diretti che indiretti, spedendo laggiù le squadre della morte chiamate Contras. Il Nicaragua non reagì come fa oggi l'America, non bombardò Washington, ma la denunciò alla Corte Internazionale dell'Aia.
Gli attacchi terroristici contro il Nicaragua, ordinati dall'amministrazione dell'allora presidente Reagan, miravano a rovesciare il governo, accusato di essere un pericoloso bastione del comunismo. Messa di fronte al giudizio della più alta corte mondiale, Washington si rifiutò di presentare la propria difesa.
Gli Stati Uniti reagirono alla sentenza ignorandola, e non solo: il Congresso aumentò i finanziamenti alle squadre della morte dei Contras e il generale Galwin diede l'ordine di attaccare i cosiddetti “soft targets" e cioè uccidere giudici e amministratori.
6. Atrocità turche contro i curdi
Due milioni di rifugiati, villaggi distrutti, manifestanti selvaggiamente picchiati e arrestati, torture, sparizioni: Quello che accadde nel Kurdistan turco negli anni Novanta fu senza dubbio voluto da Ankara. “Le forze speciali dell'esercito bruciarono e distrussero 3.600 villaggi, con un esodo di rifugiati drammatico, dopo avergli sterminato il bestiame su cui dipendevano per sopravvivere. Va aggiunto che quella repressione si assommava alla ordinaria brutalità inflitta ai civili curdi dal governo, fra cui le torture dei carcerati. Fra il 1990 e il 1995 la tortura fu usata sistematicamente, e sappiamo di almeno 90 persone torturate a morte laggiù” (commento di Jonathan Sugden, Human Rights Watch, Londra)
” Nel solo anno 1997, sotto l'amministrazione del presidente Clinton, Washington vendette più armi alla Turchia di quanto abbia mai fatto nell'intero periodo della guerra fredda. E questo non è chiudere un occhio di fronte alle atrocità, questa è partecipazione entusiasta in alcuni dei peggiori atti di terrorismo contro civili di tutti gli anni Novanta. (commento di Noam Chomsky)
Stati Uniti, Germania e Inghilterra hanno fornito sostegno politico e venduto armi potenti al governo di Ankara, pur essendo consapevoli degli abusi che venivano commessi. Un documento di stato americano chiarisce come mai quel terrorismo non viene chiamato terrorismo, perché quelle torture non sono torture, perché quei morti contano di meno: "La Turchia continua a essere di grande importanza strategica per gli Stati Uniti. Il suo orientamento pro occidentale è essenziale per le nostre mire politiche in Medio Oriente e in Asia Centrale.”
Ma fornire armi che saranno usate per crimini contro l'umanità non è connivenza con il terrorismo?
7. Squadre della morte a Timor est
Nel 1975 l’isoletta di Timor est venne illegalmente occupata dall'Indonesia del generale Suharto, quello che aveva sterminato più di un milione di civili dieci anni prima. Suharto si accontentò e ammazzò 200.000 timoresi. Prima dell’invasione, chiese il permesso al presidente americano Ford e al suo segretario di Stato Kissinger, che acconsentirono prontamente.
Negli anni successivi all'invasione di Timor Est, mentre le stragi stavano causando migliaia di morti, Londra aumentò vertiginosamente il suo sostegno militare al regime, arrivando a essere il secondo fornitore mondiale di armi a Jakarta
Le squadre della morte anti indipendentiste, con l'appoggio dell'esercito di Jakarta, scatenarono un regno di terrore prima e dopo il referendum del 1999, dove il 78% dei timoresi dell'est si pronunciò a favore dell'indipendenza dall'Indonesia. Furono sterminati 4.000 civili e mezzo milione di timoresi fuggì sulle montagne. E mentre laggiù scorreva sangue, Londra continuava a fare affari vendendo armi agli indonesiani.
8. Cecenia, crimini russi nel silenzio dell’Occidente
Fino al 2001, anno in cui la Russia si allea con Stati Uniti e Gran Bretagna nella lotta mondiale al terrorismo, i crimini commessi dai militari russi contro la popolazione civile venivano condannati dall’Occidente. Dal 2001 in poi sembra che quei crimini non esistano più.
Eppure il terrorismo delle forze russe contro i civili ceceni è ormai ampiamente documentato: si parla di assassinii, torture, esecuzioni sommarie e fosse comuni, oltre ai bombardamenti sistematici. Prima della guerra, la capitale Grozny contava mezzo milione di abitanti. Dopo il 1996, ne rimanevano 100.000.