Referendum procreazione assistita: 4 volte SI
Oggetto: La nostra posizione sul referendum
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REFERENDUM: PERCHE’ VOTARE SI’
In Italia ci sono decine di migliaia di coppie che vorrebbero avere dei figli ma che non riescono a procreare. Un problema drammatico per chi lo vive sulla propria pelle, ma facilmente superabile attraverso l’utilizzo di una serie di pratiche mediche che vanno sotto il nome di fecondazione assistita. Il problema sembrerebbe risolto, ma chi ci governa ha deciso che così non è, e non deve essere. Il principio portante espresso nell’articolo 1 della Legge 40/2004, la più restrittiva d’Europa in materia, consiste nell’equiparare i diritti dell’embrione a quelli della madre, cioè di un essere umano. L’affermazione di questo assurdo principio nega il diritto di avere dei fi gli a quelle coppie nelle quali uno dei due partner sia del tutto sterile, non garantisce alla donna che si avvalga di un aiuto medico nella procreazione la sicurezza di un’assistenza sanitaria priva di rischi per la sua salute, e ostacola la ricerca scientifica nella cura di numerose malattie. Ma soprattutto la suddetta legge presenta delle gravi incoerenze al suo interno e delle altrettanto evidenti contraddizioni con altri principi e norme del nostro ordinamento giuridico. Vale la pena a questo proposito ricordare la legge sull’aborto varata nel ’78, che riconosceva alla donna il libero arbitrio sulla propria gravidanza, lasciandole libertà di decidere se interromperla o portare a termine il concepimento. Si sa che la coscienza di ciascuno è sovrana nelle questioni riguardanti l’etica, quindi ogni punto di vista e ogni scelta personale hanno la stessa dignità di vedersi riconosciute come valide e lecite. E’ proprio questo che si cerca di fare abolendo alcune parti di quest’odiosa legge: garantire a tutti la libertà di scelta in un ambito così delicato.
PER QUESTE RAGIONI VOTIAMO SI’ AL REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO 2005:
1.
Eliminare l’equiparazione tra diritti del concepito e diritti della
madre che viene espressa nell’articolo 1 della legge e che fa da
inquadramento a tutti i successivi articoli.
SI! CONSENTIRE LA RICERCA SCIENTIFICA SULLE CELLULE EMBRIONALI.
Oggi
in Italia è consentito solo lo studio delle cellule staminali adulte e
del cordone ombelicale ed è vietata la clonazione cellulare a fi ni di
ricerca. Invece la produzione e lo studio di cellule staminali
embrionali potrebbe aprire nuove prospettive di cura per malattie quali
l’Alzheimer, il morbo di Parkinson, il diabete, i tumori. Il referendum
chiede anche che sia consentita la ricerca sulle cellule degli embrioni
non utilizzabili per l’impianto e destinati alla distruzione.
SI! TUTELARE LA SALUTE E I DIRITTI DELLE DONNE.
La
legge impedisce di creare più di tre embrioni e obbliga a utilizzarli
tutti per un unico e contemporaneo impianto. In questo modo si riducono
drasticamente le probabilità di successo della procreazione assistita e
si costringono le donne, in caso di fallimento, a ripetere da capo
tutto l’iter medico-chirurgico, molto pesante a livello fisico e
psicologico. La legge impone anche che tutti gli ovociti fecondati
idonei al trasferimento (anche tutti e tre) siano impiantati
contemporaneamente, con un grave rischio per la salute della madre e
aumentando le probabilità di nascita di gemelli. Il diritto alla salute
della donna viene sacrificato per la preoccupazione di non creare
embrioni che non vengano impiantati. Inoltre, la legge vieta alla donna
di rifiutare l’impianto in utero dell’ovulo fecondato anche in presenza
di ovuli malati e , infine, vieta la diagnosi pre-impianto per sapere
se l’embrione è sano, consentendo, però, il successivo ricorso
all’aborto nei termini previsti dalla legge 194.
SI! TUTELARE I DIRITTI DEI PORTATORI DI MALATTIE GENETICHE.
La
legge esclude le persone portatrici di malattie genetiche, se sono
feconde, dalla possibilità di ricorrere alla procreazione assistita
allo scopo di generare figli sani.
SI! CONSENTIRE LA DONAZIONE DI CELLULE RIPRODUTTIVE.
La
legge vieta la donazione di spermatozoi e cellule-uovo, permessa in
molti paesi del mondo e anche in Italia (fino al 2004), che consente di
avere fi gli anche alle coppie in cui l’uomo o la donna siano
completamente sterili Alcuni sostenitori della legge e, in particolare,
alcuni esponenti della Chiesa Cattolica, stanno invitando la
popolazione a non andare a votare, con l’intento di far fallire il
referendum per mancanza di quorum.
PERTANTO INVITIAMO TUTTI COLORO CHE CONDIVIDONO LE RAGIONI DEL SI AD ANDARE AI SEGGI.
Questi
referendum sono una battaglia in difesa della libertà di scelta in tema
di procreazione; ma, al di là del tema particolare, il referendum è
anche, in se stesso, uno dei pochi strumenti di democrazia reale di cui
disponga la gente e va difeso da chi cerca di svuotarlo di significato.
Ma l’abolizione di questa legge non basta. C’è bisogno che anche per la
procreazione assistita si attui un sistema di norme che assicuri la
tutela della salute della donna e del nascituro. UnAltroMondo ONLUS
propone che anche la procreazione assistita, in quanto intervento sul
corpo, rientri tra le normali prestazione del Servizio Sanitario
Nazionale, che venga assicurata la sua attuazione primariamente in
strutture pubbliche e che sia, così come dovrebbero essere tutte le
prestazioni sanitarie, per tutti, completamente gratuita e del massimo
livello qualitativo.