Speciale infibulazione - I nostri avi hanno sempre fatto così
Oggetto: Testimonianze dirette sulla pratica dell'infibulazione
“Quel giorno ho capito quanto il mio essere donna occidentale, indipendente etc, sia troppo poco senza un’impegno vero e un contatto vero. È come se avessi ricevuto un grande regalo che è ancora solo mio. Quel giorno ho capito molte cose, forse la più importante è che desidero trovare la via per dare un mio contributo alla lotta contro l’infibulazione.
Laura
INFIBULAZIONE in Mali : PARLIAMONE TRA DONNE...
ma se poi gli uomini vogliono sposare solo le donne infibulate?
Una tavola rotonda senza tavola, straordinaria per i contenuti trattati, sorprendente per l’informalità africana del luogo e della situazione... Più che un incontro è stato un contatto, una scintilla, che ci ha riportato alla vita, alla nostra dimensione di donne.
Ci siamo trovate in un quartiere di Bamako, nella casa di Mme Haidara, c’era anche Mme Ouedrago, Madame Oumeissa Maiga e altre 4 donne... Noi... Sybille, Silvia, Laura, Luisa, Paola... Michele come traduttore, Souleymane, il nostro amico antropologo che sta preparando una tesi sull’infibulazione...
Dopo aver viaggiato attraverso la tradizione culturale dei Dogon, dei Peuhl, dei Bambara, dei Bosò, era maturata in noi l’irrestibile voglia di parlare con le donne maliane, protagoniste dei progetti sostenuti da Unaltromondo Onlus, della pratica dell’excision (escissione in italiano).
Eccezionalmente, ogni donna presente proveniva da una città diversa, e dell’Italia, e del Mali. Trento, Padova, Porto Gruaro, Roma, Palermo, Bamako, Segou, Mopti, Gao, Timbuctu, ... Meglio di così!... Alla fine ci siamo abbracciate una a una e scambiate il nome... Il contatto fisico ci ha rese ancora più vicine e solidali a loro… In quello che è stato un viaggio nel viaggio, ascoltando e soddisfacendo le nostre curiosità, ecco quello che abbiamo imparato…
Tutte le donne maliane presenti alla conversazione, e tutte le loro figlie, hanno subito la pratica dell’excision.
Una delle donne presenti, addirittura praticava l’excision in quanto forgeron. Infatti, le donne della famiglia dei fabbri, cioè i forgeron, sono addette alla pratica dell’excision.
Ci hanno raccontato che a Timbuctu la leggenda dice che nel passato 50 ragazze hanno subito l’excision e sono morte tutte, di conseguenza a Timbuctu la pratica è stata vietata.
A Gao invece la leggenda dice che nel passato, dopo l’excision sono morte tutte le ragazze nobili, mentre le altre sono sopravvissute, perciò a Gao è stata vietata alle sole ragazze nobili.
Una volta l’excision veniva celebrata come una festa e con tanto di scambio di regali. Le ragazze, dopo averla subita, rimanevano insieme per una settimana, per la guarigione. L’aggrumarsi del sangue indica la guarigione e comprova al futuro marito la propria verginità.
Tempo fa, veniva eseguita alle ragazza in pre-adolescenza.
Mme Ouedrago, l’ha subita a 9 anni e non ricorda dolore. Le hanno reciso la parte superiore del clitoride e la parte superiore delle grandi labbra.
Nessuno di loro ricorda di aver provato dolore.
Se la bambina piange durante la pratica, dimostra di non essere pronta a diventare donna, perché da donna dovrà sopportare un dolore più grande: quello del parto.
È per questo, sostengono, che ora, l’excision si subisce prestissimo anche quando si ha meno di quattro anni.
Mme Haidara ci ha detto che le ragioni dell’excision sono dovute all’Islam, ma altre l’hanno corretta sostenendo che l’origine è più antica.
Secondo loro, un’altra ragione che potrebbe spiegare l’origine della pratica, è che l’excision facilita il parto e rende più rapido il recupero, perchè le donne devono ricominciare a lavorare appena subito dopo il parto.
Poi ci hanno ricordato che se la ragazza non è stata infibulata, la società non la considera una donna.
Tutte le donne del gruppo sono state sensibilizzate (però, ahimè, dopo che avevano fatto subire l’excision alle loro figlie) e ora NON VOGLIONO che le loro nipoti subiscano la pratica dell’excision e per di più hanno dichiarato di aver proibito alla loro compagna “forgeron” di praticarla, provocando in lei, presente alla nostra conversazione, una risata imbarazzata.
Ma come farete a non far subire alle vostre figlie questa mutilazione genitale ? È sorta spontanea la domanda. Qua l’ingegno ingannatore di donna si aguzza…
Per imbrogliare i padri, ci hanno confessato che alcune donne portano le loro bambine via di casa per un giorno facendo credere di averle accompagnate alla pratica dell’excision, mentre in realtà non viene fatto loro nulla.
Ma l’aneddoto che ci hanno poi raccontato non lascia molte speranze... La ragazza non infibulata arrivò al matrimonio e venne rifiutata dal marito che preferì un’altra donna infibulata... allora, per farsi sposare, anche la prima si fece praticare l’excision…
Quando il giorno della visita alla maternità di Kabalà abbiamo visto un manifesto appeso contro l’excision, abbiamo parlato con l’infermiere responsabile del progetto... Ha appeso il manifesto perchè per professione lo deve fare (c’è una campagna nazionale contro l’exision) e sa che, quando la donna è infibulata, può mandare in crisi il matrimonio dopo i 50 anni, per il fatto che non prova piacere durante il rapporto.
Però quando gli abbiamo chiesto cosa ne pensasse dell’excision, dopo un attimo di silenzio, ci ha rivelato che lui vuole che la donna sia infibulata, perché “... I nostri avi hanno sempre fatto così”... Che delusione!
Fortunatamente, Souleymane, il nostro amico antropogo, vorrà sposare una donna NON infibulata...Ci ha spiegato che l’infibulazione in Mali non è reato... ci ha spiegato che è pratica antichissima precedente all’avvento dell’Islam, ha detto che il 91,6% delle donne maliane ha subito l’excision...ha elencato 4 tipi di excision...
Ha poi fornito un suo estratto delle ricerche universitarie in Mali sull’infibulazione che per ragioni di spazio riportiamo sul sito www.unaltromondo.it
Sybille Di Mauro, Laura Perissinotto, Paola Cobello, Silvia Grendene, Luisa Benincasa
A cura di Alessandro Pavesi