Togo - Informazioni generali

Tipo di governo: Repubblica presidenziale dal 1969

Reddito procapite: 270 dollari USA all'anno

Malattia più diffusa: Il 30% della popolazione è colpito dall’Aids, il tasso di vaccinazione è intorno al 50%.

Indice di sviluppo umano (HDI): 141° al mondo (dati 2001)

Speranza di vita: La speranza di vita non supera i 50 anni

Percentuale di analfabetismo: solo 1/3 degli abitanti va a scuola, ma la maggior parte di loro si ferma alle medie

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Il Togo si affaccia sul Golfo di Guinea e confina con il Burkina Faso a nord, con il Benin a est e con il Ghana a ovest. Il suo territorio è una striscia di terra la cui lunghezza (540 km) equivale a circa cinque volte la sua larghezza (110 km) e ha una superficie pari al doppio di quella del Belgio. La costa è bassa e sabbiosa, orlata di lagune, stagni, piccoli laghi che si allungano sul litorale; al di là si estende una regione collinare, con una profondità variabile dai 30 ai 40 km, e che raggiunge un'altitudine di 100-200 m.

Ancora più all'interno il rilievo, pur conservando inalterato il suo tipico aspetto senile, si eleva gradualmente e assume la forma di altopiano sui 400 m su cui si elevano i Monti del Togo (1.020 m), sezione dell'ampia dorsale che separa i bacini dei fiumi Niger e Volta. Infine a nord-ovest dei Monti del Togo il territorio torna nuovamente ad abbassarsi in corrispondenza del bacino del medio corso del fiume Oti.

Nel Togo centrale si trova il principale parco nazionale del paese, la Forêt de Fazao, mentre il Parc National de la Kéran si trova più a nord, vicino a Kara. Le colline attorno a Kpalimé sono l'ideale per la coltivazione del caffè, mentre quelle della zona di Atakpamé fungono principalmente da splendidi scenari panoramici. Tra gli animali che è possibile avvistare (anche se annoverano pochi esemplari) vi sono ippopotami, giraffe, antilopi d'acqua, cefalofi, oribi, bufali, cinghiali, facoceri, iene, cercopitechi verdi, babbuini e, con molta fortuna, magari un elefante o un leone. Fra i volatili vi sono cicogne, gru e marabù.

Da dicembre a gennaio l'harmattan, un vento secco e carico di polvere, soffia dai deserti del nord. La stagione delle piogge dura da aprile a luglio, ma anche a ottobre e a novembre vi sono brevi periodi piovosi. I mesi più caldi sono quelli compresi tra metà febbraio e metà aprile.

Storia

Non si hanno notizie certe sulle vicende del Togo nel periodo precedente l'arrivo dei portoghesi alla fine del XV secolo. Nella zona si insediarono varie tribù provenienti da regioni diverse; dalla Nigeria e dal Benin giunsero gli ewé, mentre i mina e i guin arrivarono dal Ghana e tutti si stabilirono sulla costa. Con l'avvento della tratta degli schiavi nel XVI secolo, diverse tribù (specialmente i mina) divennero agenti dei mercanti europei, cui fornivano gli schiavi che acquistavano nell'entroterra dai kabyé e da altre tribù del nord. Nel XVIII secolo la Danimarca avanzò le proprie pretese sul Togo, ma nel 1884 la Germania firmò un trattato con il re locale Mlapa e il paese diventò una colonia tedesca con il nome di Togoland. I tedeschi introdussero la coltura estensiva dei principali prodotti agricoli destinati all'esportazione (cacao, caffè e cotone) e svilupparono le infrastrutture del paese facendole diventare le più avanzate dell'Africa. I togolesi tuttavia mal tolleravano le limitazioni che il regime coloniale imponeva alla loro esistenza e allo scoppio della prima guerra mondiale accolsero a braccia aperte le truppe britanniche. Circondati da colonie inglesi e francesi, i tedeschi fecero esplodere la loro costosa stazione radio e si arresero; tale episodio segnò la prima vittoria degli Alleati durante la guerra. Dopo il conflitto la Società delle Nazioni suddivise il paese fra l'Inghilterra e la Francia. Durante il periodo coloniale i mina acquisirono un certo potere politico ed economico grazie al fatto che risiedevano sulla costa e che da tempo intrattenevano legami con gli europei, mentre gli ewé rimasero separati in due gruppi a causa della suddivisione del Togoland. Le loro rappresentanze politiche iniziarono a chiedere a gran voce la riunificazione, ma persero ogni speranza quando il Togoland britannico approvò con un plebiscito l'unione con il Ghana, che era in procinto di ottenere l'indipendenza. Nell'aprile del 1960 la parte francese si proclamò indipendente con il nome di Togo.

Nel 1963 il Togo diventò il primo paese del continente a subire un colpo di stato militare dopo l'indipendenza (da allora in Africa ve ne sono stati almeno due all'anno, più molti altri tentativi andati a vuoto). Quando il presidente Sylvanus Olympio venne assassinato mentre cercava di rifugiarsi nell'ambasciata americana, il fratello Nicolas Grunitzky tornò dall'esilio e assunse la guida del paese, ma fu deposto nel gennaio del 1967 dal colonnello Etienne Eyadéma. Eyadéma si mise al lavoro per unificare il paese, fondando un'unica confederazione sindacale e un unico partito politico.

Eyadéma nazionalizzò le miniere di fosfati di proprietà straniera e ordinò che tutti i togolesi che avevano il nome di battesimo europeo lo sostituissero con un nome africano. Tale decreto naturalmente valeva anche per lui ed egli cambiò il proprio nome in Gnassingbé Eyadéma. Tali provvedimenti tuttavia rappresentarono soltanto una lotta di facciata contro il retaggio del colonialismo e di fatto il Togo continuò a dipendere pesantemente dal mondo occidentale.

Dalla fine degli anni '60 fino agli anni '80 il Togo conobbe una forte crescita economica, basata in gran parte sulle riserve di fosfati, ed Eyadéma cercò di trasformare il paese in un paradiso per turisti e investitori. I suoi progetti però si dimostrarono eccessivamente ambiziosi e con la recessione dei primi anni '80 e il crollo dei prezzi dei fosfati, l'economia togolese subì un tracollo. Vennero tentati vari colpi di stato contro il governo, che diventò così vittima dei suoi stessi metodi, e com'era logico aspettarsi lo stesso Eyadéma fu direttamente responsabile della morte di molti dei 13 partecipanti al tentativo di colpo di stato del 1986. All'inizio degli anni '90 la comunità internazionale iniziò a insistere affinché Eyadéma si pronunciasse a favore di un sistema democratico multipartitico, ma egli resistette ricorrendo al suo solito sistema del pugno di ferro. Le forze favorevoli alla democrazia, costituite prevalentemente dagli abitanti del sud (soprattutto dai mina e dagli ewé), organizzarono insurrezioni e scioperi per protestare contro l'autoritarismo del governo ed Eyadéma reagì schierando le forze armate, che uccisero decine e decine di persone nel corso di vari scontri.

In seguito tuttavia Eyadéma dovette cedere alle pressioni della Francia e del popolo togolese e venne privato di ogni potere, mantenendo soltanto la carica rappresentativa di presidente. Il controllo del governo fu assunto da un primo ministro provvisorio nominato tramite elezioni, ma neanche quattro mesi dopo la sua residenza fu bombardata dall'artiglieria dell'esercito di Eyadéma, che proseguì con la tattica del terrore fino al 1993. Gli attentati terroristici contro la stampa indipendente e gli omicidi di carattere politico divennero all'ordine del giorno e il processo di 'transizione' verso la democrazia si arrestò. L'opposizione continuò a indire scioperi generali, provocando altre reazioni violente dell'esercito e l'esodo di centinaia di migliaia di abitanti del sud, che cercarono rifugio in Ghana e in Benin. Per mezzo di tattiche intimidatorie e di intelligenti macchinazioni politiche che screditarono un partito di opposizione e indussero l'altro a non candidarsi, Eyadéma vinse le elezioni presidenziali del 1993 con oltre il 96% dei voti. Nel giugno del 1998 Eyadéma si è assicurato un altro mandato di cinque anni con il 52% dei voti.

Oggi i casi di violazione dei diritti umani nel Togo sono così frequenti da indurre quasi tutti i governi occidentali a mantenere le distanze dal paese, rinunciando a decidere se debba o meno essere definito uno stato parzialmente democratico. Eyadéma, al potere da trentacinque anni, il 27 giugno 2002 ha destituito il primo ministro Agbeyome Messan Kodjo, che lo aveva apostrofato definendolo un despota ormai alla deriva e, in pochi giorni, ha insediato un nuovo governo guidato da Koffi Sama. A causa delle divergenze all'interno del partito di Eyadéma, le elezioni per dotare il paese di un nuovo parlamento, previste per il 1999, sono state rimandate fino al 2003. Sono 120.000 i dissidenti togolesi in esilio. Prima delle ultime elezioni del 2003, la Costituzione, così come la legge elettorale, sono state rimaneggiate da Eyadéma in modo tale da avergli permesso di essere a tuttoggi il presidente più longevo dell’Africa, ininterrotamente al potere da trentasei anni.

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