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Il villaggio di Sanguè, non lontano dalla strada che da Thies porta a Mbour, da alcuni anni vive uno strano fenomeno: la quasi totale mancanza di uomini. Infatti, la mancanza di lavoro spinge i capi famiglia a Thies alla ricerca di un impiego, e le donne del villaggio hanno il compito di badare ai figli e sopperire alle carenze economiche.

Così un gruppo di donne del villaggio, già coinvolte nella campagna Stop Malaria, ha ottenuto dall'Italia un prestito per svolgere attività di tintura di tessuti e di piccolo commercio.

Kouvé-Dafo è un villaggio compreso nel grande villaggio di Kouvé; ubicato nella zona centro-meridionale del Togo, a circa 70 Km dalla capitale Lomé. Ha una popolazione di circa 5000 abitanti e la sua economia si basa essenzialmente sull’agricoltura. In questo villaggio si trovano tanti bambini, molti dei quali rimasti orfani in seguito alle difficili condizioni socio economiche e sanitarie.

A Kouvé-Dafo è stato realizzato un primo campo di lavoro nell’agosto del 2011, in collaborazione con l’associazione JED-TOGO di Lomé e la Nouvelle Vision de Développement ( Nuova Visione di Sviluppo) di Kouvé-Dafo, volto al rimboschimento di un terreno comune e all’animazione con i bambini.
In quell’occasione alcuni volontari sono entrati in contatto con le realtà locali, in particolare con un alcune donne e madri che si sono auto-organizzate in un gruppo chiamato “Femmes Vaillantes” (Donne Coraggiose) impegnato nella lavorazione della manioca e delle noci di palma per produrre farina e olio.

Pubblicato in Archivio Progetti Togo

Kità è una cittadina di circa 40.000 abitanti, a 180 km da Bamako.

Come nella capitale, i rifiuti sono un grosso problema, non esistendo nessun sistema istituzionale di raccolta.

In risposta a questo bisogno, la nostra struttura locale ha pensato a un sistema di raccolta casa per casa. Ogni giorno i rifiuti vengono raccolti con un paio di carretti trainati da due asini, che passano dalle famiglie che hanno aderito all'iniziativa, prelevano l'immondizia, preventivamente depositata in appositi bidoni, e la versano su un camion comunale, che a sua volta si occuperà di portarla alla discarica. 

Ogni famiglia paga per il servizio l'equivalente di 1,16 euro al mese.

Il progetto è concluso in quanto il gruppo è autonomo.

Pubblicato in Archivio Progetti Mali

microcredito medina piccola
Le lavoratrici del miglio della Medina sono donne che hanno abbandonato i loro villaggi di origine assieme ai propri figli, nella speranza di trovare un lavoro che consentisse loro di sopravvivere e di dare un futuro migliore ai propri bambini.

Vivono in una baraccopoli, senza acqua corrente né elettricità e inizialmente lavoravano il miglio assieme ai figli sottostando ad un regime di caporalato, in cambio di vitto e alloggio senza ulteriori guadagni.
Il progetto è strettamente collegato a quello del sostegno a distanza dei loro bambini.

Il piccolo villaggio di Kouta Nialbe è stato contattato nel 2005 grazie alle donne del progetto di Medina, a Dakar. Il responsabile delle attività nel villaggio, Ablaye, è un uomo molto dinamico che sta coinvolgendo molti altri villaggi nelle vicinanze.

La popolazione è attiva nella campagna Stop Malaria.

La differenza riguarda la destinazione del prestito: qui i beneficiari hanno messo in piedi attività di trasformazione di prodotti agricoli, come miglio e arachidi.

Purtroppo il numero di gruppi che avrebbero bisogno di un prestito è molto elevato rispetto a quanto sia stato finora possibile raccogliere, quindi il passo futuro è cercare di ampliare il numero di prestiti ai villaggi, inserendo anche un corso di alfabetizzazione dei partecipanti.

Il progetto è iniziato a Bouoro, un piccolo villaggio nella savana maliana a 120 Km dalla capitale: qui gli abitanti vivono di agricoltura coltivando miglio, arachidi e cotone. Attualmente, essendo impossibilitati a conservare i cereali dopo il raccolto per poterli consumare durante tutto l’anno, sono costretti a consumarli o venderli nell’arco di pochi mesi rimanendone così privi nella stagione delle piogge, che precede il nuovo raccolto. E’ quindi per loro di vitale importanza avere un magazzino dove depositare le scorte senza pericolo che marciscano.

In previsione della costruzione del deposito, la popolazione locale si è impegnata a produrre i mattoni necessari alla sua realizzazione. A marzo 2004 con l'aiuto di alcuni volontari giunti dall'Italia sono stati ultimati i lavori di costruzione del magazzino, ora bisognerà rifornirlo delle scorte di cereali (ved. sezione Fasi del progetto).

Pubblicato in Archivio Progetti Mali

Nei villaggi e nelle comuni rurali a poche centinaia di chilometri da Bamako, abbiamo preso contatto con dei gruppi di donne che praticano attività di trasformazione di prodotti agricoli in farine e successivamente in cous-cous o altri preparati.
Nella maggior parte dei casi sono costrette a svolgere questa attività manualmente e necessitano di un mulino che velocizzi e faciliti il loro lavoro.

Insieme ai responsabili di questi gruppi abbiamo progettato di aiutarli economicamente nell’acquisto di mulini a motore a condizione che il futuro ricavo ottenuto dalla vendita dei loro prodotti, dedotte le spese di sussistenza e di gestione del mulino stesso, venga utilizzato per prestiti di microcredito ai gruppi che svolgono attività di trasformazione di prodotti e attività artigianale nell’ambito dei comuni stessi.
 

Pubblicato in Archivio Progetti Mali

Dall’esperienza della concessione di microcredito a favore di gruppi di donne che svolgono attività artigianali, trattandosi prevalentemente di donne analfabete o con un bassissimo livello di istruzione, si è ritenuto di fondamentale importanza fornire loro una formazione scolastica di base per permettere una migliore gestione dell'attività (ad esempio tenere una piccola contabilità).

La prima fase di questo progetto consiste nel pagare due insegnanti che si occupano dell’alfabetizzazione di un gruppo di 30 donne. Successivamente, secondo il principio di reciprocità, le donne che avranno imparato a leggere, scrivere e far di conto si impegneranno a loro volta a istruire altri gruppi. In questo modo si creeranno le premesse perché si inneschi un processo a catena che permetta un’ampia alfabetizzazione tra i vari gruppi artigianali. Come si può vedere, il nostro sostegno economico sarà solo per la fase iniziale, mentre successivamente il progetto si auto-sosterrà con l’apporto delle donne coinvolte, che si renderanno disponibili ad insegnare ad altre.

Pubblicato in Archivio Progetti Mali

In tutta l’India il microcredito, verso gruppi sociali deboli, è molto popolare.

L’impellente bisogno di credito delle persone più povere, è legato drammaticamente alla loro sopravvivenza. E proprio per questa ragione, spesso ci si rivolge a degli strozzini, dai quali poi non ci si riesce più a liberare.

In tutto il paese il microcredito, sia istituzionale che sostenuto da organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali, si basa su prestiti da rimborsare con tassi di interesse molto alti per gli standard europei. Normalmente un prestito viene concesso con un tasso di interesse minimo del 50% calcolato su base annua, che è (sembrerà strano) molto inferiore alle richieste degli strozzini.

Pubblicato in Archivio Progetti India

L'associazione PARD (People’s Association for Rural Development) è uno dei partner di UnAltroMondo per la gestione dei progetti nelle aree rurali intorno alla città di Madurai nello stato del Tamil Nadu (Sud dell' India).
I progetti di PARD che sosteniamo sono sostanzialmente due:
- sostegno scolastico a distanza di bambini indigenti
- microcredito a favore dei gruppi di auto-aiuto tra donne per attività agricole e artigianali
Il presente progetto si riferisce ad un intervento di manutenzione straordinaria ad una emittente radio gestita dalla PARD.

Pubblicato in Archivio Progetti India
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